Ci sono diversi rischi da mettere in conto quando si entra nel territorio della medicina alternativa o non convenzionale. C'è il rischio di non prenderla neppure in considerazione. Di bocciare tutto, senza possibilità di appello. Di cancellare migliaia di casi risolti, di testimonianze di esperimenti. C'è il rischio di pensare che la medicina non convenzionale possa, al contrario, risolvere tutti i mali. Come una bacchetta magica. Come una speranza di fronte ai mali più cattivi e vigliacchi.
C'è il rischi di scambiare le medicina con cianfrusaglie e chincaglieria varia. C'è il rischio d mettere nello stesso pentolone l'omeopatia, le erbe medicinali, gli unguenti, le credenze, le superstizioni. C'è il rischio di mischiare fra loro gli ingredienti più strani: lo spiritismo, gli Ufo, l'eros tantrico, l'influsso degli astri insieme allo yoga, la pranoterapia, la macrobiotica, le profezie. C'è il rischio di prestare fede agli anatemi e alle scomuniche e credere davvero che il Vaticano abbia attaccato la New Age per condannare anche le medicine non convenzionali.
Ci sono tanti rischi ad affrontare i temi della salute,, del benessere, della medicina, delle scienze e della ricerca. Forse il segreto per muoversi nel mondo alternativo senza cadere nella trappola di superstizioni e stregoni da quattro soldi è alla portata di tutti. Forse il segreto è nelle dosi.
Ci sono certi campi dove le erbe non sostituiscono il bisturi e altri dove una pianta ha effetti positivi che si misurano immediatamente. Esistono terapie contro lo stress che aiutano di più di una pastiglia. Ma ci sono capsule e farmaci di sintesi indispensabili. A piccole dosi. Senza anatemi. Senza diventare partigiani dell'una o dell'altra medicina. Ci sono le polmoniti e le allergie. La nevralgia e i tumori. Non sono la stessa cosa. E' banale sostenere che una medicina può soccorrere l'altra?
La salute non ha bisogno di barricate. Certo è che una discriminante che sembra penalizzare le medicine alternative è sotto gli occhi di tutti. Senza la copertura dei ticket, infatti,i farmaci raggiungono costi quasi proibitivi e scoraggiano tanta gente che potrebbe provare ad abbandonare la medicina tradizionale. Gli stessi farmaci della medicina allopatica hanno prezzi molto alti ma diventano accessibili grazie all'assistenza sanitaria. Sarà forse per garantirsi una concorrenza meno competitiva che molte case farmaceutiche si sono sempre opposte all'equiparazione con le medicine alternative? A piccole dosi insomma. Senza paura del nuovo e senza dimenticare che, talvolta, anche quello che pare "acqua fresca" aiuta a chiudere la giornata.
FRANCO TETTAMANTI