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UN GIOVANE AUTISTICO AL POLO NORD CON L'OMEOPATIA Si chiama Alberto Rubino, ha 37 anni e soffre di autismo fin dalla nascita, ma dopo 12 anni di allenamento ha partecipato alla spedizione popolare "Svalbard polar marathon". I dettagli dell'esperimento, condotto con il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche che opera con la Stazione scientifica "Dirigibile Italia", base delle attività del Progetto artico, sono stati illustrati in conferenza stampa il 14 febbraio a Milano. Alberto non è nuovo a questo genere di sfide, hanno riferito gli esperti: Aveva infatti partecipato alla maratona di Boston nel '96 e alla scalata dell'Himalaya nel '99. Ora, insieme a Emanuele Fumanti (anche lui colpito da sindrome autistica) la spedizione al Polo Nord, monitorata da Pierluigi Gargiulo, medico sportivo esperto in omeopatia. "Per la preparazione atletica e il mantenimento dell'equilibrio psicofisico di questi ragazzi in condizioni climatiche tanto ostili - ha spiegato - sono stati utilizzati medicinali omeopatici come l'Arnica montana, pianta con qualità antidolorifiche e riattivanti nella traumatologia da sovraccarico". Simili esperienze, hanno commentato gli esperti, potranno in futuro permettere ad altri ragazzi come Alberto di affrontare con maggiore dignità la loro condizione, "una malattia che chiude nel silenzio più assoluto le persone che colpisce: un silenzio degli sguardi, delle parole e talvolta anche dei gesti" (Opa/Adnkronos Salute)
IN AMERICA UN BAMBINO AUTISTICO SU DUE RICORRE ALLA MEDICINA ALTERNATIVA
Sono sempre di più gli americani con malattie croniche o disabilità che ricorrono alla medicina alternativa. E si calcola che un bambino autistico su due faccia uso di rimedi naturali. Per questo, sottolinea l'American Academy of Pediatrics Committee on Children with Disabilities, i pediatri devono aggiornarsi in questo settore, ed essere pronti a rispondere alle domande delle famiglie. "Per il bene dei bambini - sottolineano gli esperti sull'ultimo numero di 'Pediatrics' - è opportuno che i medici sappiano fornire informazioni corrette sulle opzioni terapeutiche e mettere in guardia da pregiudizi". Sull'efficacia di vari tipi di medicina alternativa esistono poche evidenze scientifiche. Ma questo, sottolinea il comitato, è vero anche per alcune terapie usate comunemente nella medicina convenzionale. "Inoltre, per alcune malattie la biomedicina ha poco o nulla da offrire". Ma non tutto quello che è naturale, ricordano gli esperti, è necessariamente benefico. Il Comitato mette in guardia da effetti tossici, interazioni con altri farmaci o dal rischio che finiscano in secondo piano le terapie di provata efficacia. Insomma, è responsabilità dei pediatri aiutare pazienti e famiglia a 'navigare' fra le scelte offerte da medicina tradizionale e alternativa, ed offrire ai bimbi malati le migliori cure possibili. (Mal/adnkronos Salute) |