Rimedi Omeopatici


 

    I rimedi omeopatici provengono dai tre regni della natura: vegetale, animale e minerale. I rimedi di origine vegetale rappresentano più del 70% del totale.

    La nomenclatura dei rimedi, internazionalmente accettata, è data in latino.

    Il rimedio omeopatico è somministrabile in differenti diluizioni a seconda del tipo di sintomatologia o del perfetto riscontro del simillimum nel paziente.

    Il processo di diluizione consente di attenuare la quantità di sostanza medicamentosa e, di pari passo, la tossicità, esaltandone alcune proprietà caratteristiche. I metodi di diluizione omeopatica sono detti decimali o centesimali, a seconda che la diluizione si faccia nella proporzione di 1:10 o di 1:100.

    La prima diluizione decimale si ottiene mescolando con agitazione una goccia di tintura madre (ottenuta dalla macerazione in soluzione alcolica di sostanze vegetali o animali), con nove di solvente. Ottenuta la soluzione con un rapporto, quindi, di uno a dieci, si prende una goccia di questa e la si mescola con nove di solvente, agitando di nuovo per almeno cento volte: avremo così la seconda diluizione decimale. Il procedimento viene così continuato fino alla diluizione desiderata.

    E' ovvio che non necessariamente si deve rimanere nel rapporto di gocce, ma può essere anche di centimetri cubici purché il rapporto sia sempre di uno a dieci. Identico procedimento viene praticato per le diluizioni centesimali dove il rapporto è di uno a cento.

    Nel caso di sostanze insolubili in acqua o in alcool viene utilizzato come diluente il lattosio, ponendo in un mortaio una parte della sostanza da diluire e nove di lattosio. Si tritura a lungo ed accuratamente e così si ottiene la prima diluizione decimale. Si preleva poi una parte di questa triturazione e si procede ad una seconda diluizione con nove parti di lattosio, ottenendo la seconda diluizione decimale. Oltre la settima diluizione decimale il materiale diventa solubile e segue la via delle diluizioni classiche.

    Le triturazioni centesimali si ottengono nella stessa maniera con una parte di sostanza e 99 di lattosio. Oltre la terza diluizione centesimale qualsiasi materiale di base diventa solubile e può essere sottoposto al procedimento classico. I flaconi omeopatici decimali vengono contraddistinti dalla lettera DH oppure D oppure X. I centesimali da CH o C. I passaggi di diluizione 1°, 2°, 30°, C°, M°, DM°, LM°, CM° indicano quanto è stata diluita quella sostanza sempre a partire dalla TM (tintura madre). La difficoltà delle diluizioni hahnemanniane è data, oltre che dall'estrema precisione e accuratezza necessaria, anche dal numero elevato di contenitori che si devono utilizzare per ottenere tutti i passaggi di diluizioni. Si deve infatti predisporre un flacone per ogni passaggio.

    Per arrivare ad una 30° CH si dovranno utilizzare 30 flaconi che devono essere di vetro, non usati precedentemente, lavati con acqua e fatti asciugare a secco.

Oltre a questa metodica classica ne esiste un'altra che ha il vantaggio di essere nettamente più semplice: quella di N. Korsakov (medico russo al seguito delle truppe sovietiche durante le guerre napoleoniche).

    Le diluizioni omeopatiche korsakoviane hanno il vantaggio di utilizzare un solo flacone basandosi sul concetto di adesione che hanno i liquidi alle pareti del flacone anche quando questo venga svuotato del suo contenuto. Questa tecnica che è uguale per quanto riguarda la diluizione della sostanza, varia per il fatto che utilizza un solo flacone: il liquidi che dopo ogni svuotamento rimane attaccato alle pareti del recipiente (assimilato al quantitativi di una goccia), viene utilizzato per formare la diluizione successiva. il processo di successione, invece, rimane invariato.

Queste diluizioni vengono etichettate sui prodotti omeopatici con la lettera K. Le più frequenti diluizioni sono: 6K, 12K, 30K, 1.000K, 10.00K. Diluizioni ancora più elevate possono essere raggiunte con il metodo a flusso continuo: in un tubo di vetro viene fatta passare una corrente d'acqua che diluisce la sostanza iniziale posta sul fondo del tubo. Il metodo non è affidabile né riproducibile, e non è accettato dalle farmacopee ufficiali.

    Le diluizioni cinquantamillesimali (LM), che poggiano su un rapporto di base 1:50.000, vennero studiate da Hahnemann negli ultimi anni della sua vita, ma pubblicate solamente dopo la sua morte (VI edizione dell' Organon, 1921). La loro utilizzazione consente di evitare gli effetti indesiderati (aggravamenti), possedendo un'azione dolce e duratura.

    Si devono considerare come basse diluizioni la TM (tintura madre),  le D da 1 a 12 e le CH da 3 a 5; come intermedie quelle da 7 CH a 30 Ch e come elevate quelle successive a 200 CH e per le K oltre la MK.